LAZIO (VT) – LAZIO (RM) PELLEGRINI SULLA VIA FRANCIGENA: I TRATTI PIU’ BELLI DEL LAZIO

Continuiamo a presentarvi gli itinerari, vecchi e nuovi, dove le nostre Guide Ambientali vi accompagneranno appena ci daranno l’ok per ripartire!

LAZIO (VT) – LAZIO (RM) PELLEGRINI SULLA VIA FRANCIGENA: I TRATTI PIU’ BELLI DEL LAZIO

Daniela e Luca hanno percorso tutta la via Francigena, dal Gran San Bernardo a Minturno, da soli o con i gruppi che nel corso degli anni hanno scelto noi come guide. Il percorso è bello tutto, ma ci sono dei tappe che ci hanno veramente lasciato senza parole, e abbiamo deciso di proporre questi tratti di percorsi di settimana in settimana.

E quindi vi accompagneremo nel fosso delle meraviglie, tra Capranica e Sutri, 12 km immersi in un ambiente selvaggio e genuino – incredibile pensarlo a così poca distanza da Roma – fino alle tombe scavate sull’antica via Cassia; o tra San Lorenzo Nuovo e Bolsena, con i panorami del lago che si affaccia e ci accompagna per tutto il cammino.O anche da Montefiascone alle terme del Bagnaccio, percorrendo un lungo tratto di basolato perfettamente conservato, e perché non da Vetralla a Capranica, in un ambiente bucolico tra noccioleti e boschi? Ci stiamo forse dimenticando della tappa che da Formello arriva a Isola Farnese, attraversando il Parco di Veio?

Venite con noi, date un mozzico a questo lungo cammino: poi l’appetito vien mangiando, chissà che una volta iniziato il percorso non vogliate continuare a camminare…


Percorsi Etruschi – Emozioni in Natura


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LAZIO (VT) – LA SELVA DEL LAMONE, IL REGNO DI TIBURZI. TREKKING NELLA FORESTA DEI BRIGANTI

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LAZIO (VT) – LA SELVA DEL LAMONE, IL REGNO DI TIBURZI. TREKKING NELLA FORESTA DEI BRIGANTI

Un tempo il territorio al confine tra Lazio e Toscana doveva essere un’unica fittissima foresta, percorsa da forre profonde e vallate rocciose, rupi altissime e boschi spinosi. L’area tra Farnese e Pitigliano, Manciano e Ischia di Castro ancora oggi mantiene queste caratteristiche e ci fa intuire la difficoltà che dovevano incontrare i viaggiatori inesperti che dovevano percorrere queste vie. Eppure i boschi erano più popolati e conosciuti di oggi: cacciatori, sì, ma anche taglialegna e carbonai, pastori e porcari, butteri e mandriani, eremiti e cercatori d’oro. E poi contrabbandieri, briganti e carabinieri e gendarmi che li inseguivano spesso invano. Le storie di Tiburzi, tra memorabili scontri a fuoco, inganni e travestimenti echeggiano ancora tra gli alberi della Selva del Lamone. Sicuramente ancora oggi le leggende e le storie di fungaroli ed escursionisti incauti che si smarriscono nel folto ancora sono raccontate con fondo di verità.
Cosa rende così “ostile” questa foresta? Forse il sottobosco spinoso, di stracciabraghe e pungitopo, o gli incredibili ammassi di roccia? Forse i sentieri pianeggianti che attraversano aree diverse ma simili tra loro, che fanno perdere facilmente l’orientamento. Forse la presenza di aree impenetrabili, dove si nasconde il gatto selvatico, il tasso, la martora, che osservano senza essere visti. Forse gli inganni che Tiburzi ha teso ai suoi inseguitori ancora hanno effetto su di noi…

Percorsi Etruschi – Emozioni in Natura

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LAZIO (VT) – ANELLO DEI BORGHI DI PIETRA, DA VITORCHIANO ALLE ROVINE DI CORVIANO

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LAZIO (VT) – ANELLO DEI BORGHI DI PIETRA, DA VITORCHIANO ALLE ROVINE DI CORVIANO


Vitorchiano sorge alta su un ripido sperone di peperino, il tufo grigio che caratterizza tutta la zona dei cimini (da Soriano a Viterbo), così simile a quello delle isole del Pacifico che nel 1990 la famiglia Atan venne proprio qui, da Rapa Nui a scolpire un Moai identico ai tradizionali Moai che si trovano sull’Isola di Pasqua. Ad oggi è l’unico Moai “originale” scolpito fuori dall’Isola di Pasqua al mondo.
Ma il peperino è stato utilizzato e trasformato per millenni anche dalle popolazioni locali. Scavato e tagliato in conci, costituisce il materiale di costruzione di innumerevoli borghi – caratteristici per il loro color grigio luminoso. Ma nei tempi più antichi le rocce hanno subito trasformazioni ben diverse. Sono state trasformate in templi o sculture – basta andare a Bomarzo per ammirare la piramide, o le sculture rinascimentali del Sacro Bosco; in altari come i sassi del predicatore che si trovano nella Selva di Malano; tagliati per creare vie cave, tombe o per essere utilizzati come pestarole per l’uva e l’olio; allineati a formare mura megalitiche come quelle sulla vetta del Cimino o scavati per creare un villaggio ipogeo come a Corviano.
Le abitazioni di Corviano dovevano essere una trentina, risalenti a epoche ignote e raggiungibili solo attraverso scalette di legno esterne e mobili. Nel medioevo l’insediamento ebbe nuova vita, alcune vennero rese raggiungibili da scale scavate nella roccia, ingrandite, allargate. Cinque sono ancora visibili in tutta la loro impressionante semplicità. Il panorama è da brivido.
Nel percorso che da Vitorchiano va a Corviano non mancherà l’acqua, i guadi, le cascate: una ricchezza e varietà di ambienti e climi che ripagheranno la lunghezza del percorso.

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TOSCANA (GR)  – ARGENTARIO DA SCOPRIRE. ATTRAVERSANDO LA FENIGLIA FINO ALL’ISOLA CHE NON C’E’ PIU’

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TOSCANA (GR)  – ARGENTARIO DA SCOPRIRE. ATTRAVERSANDO LA FENIGLIA FINO ALL’ISOLA CHE NON C’E’ PIU’

L’Argentario è stato per millenni una delle isole dell’Arcipelago Toscano, finché poco a poco si sono formati due tomboli – due esili strisce di sabbia, che l’hanno collegato alla terraferma. La Giannella, chiusa in tempi recenti (nelle mappe di fine ‘700 è ancora aperta!) e la Feniglia.
Dell’isola il Monte Argentario ha il clima e i panorami. Fu importante nei secoli per il controllo delle rotte tirreniche, non è un caso che a Porto Ercole trovò la morte Caravaggio, in fuga da Napoli dov’era stato condannato per una rissa.
Le dominazioni hanno lasciato importanti testimonianze, come le incredibili fortezze spagnole che proteggono la costa da Porto Ercole a Porto Santo Stefano o le più antiche torri d’avvistamento come quella di Capo d’Uomo.
I nostri trekking ci porteranno a esplorare l’aspetto storico e quello naturalistico dell’isola che non c’è più. Salendo fino al promontorio dove la torre di Capo d’Uomo domina la costa, o percorrendo la duna Feniglia parlando del suo importantissimo ruolo naturale, salendo fino a Forte Filippo, alla fortezza Spagnola o al Pozzarello.

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Le città del tufo

Sorano, Sovana e Pitigliano, le tre città del tufo: antichi abitati etruschi, imponenti centri altomedievali, piccolo ducato indipendente nel rinascimento. Ogni epoca ha lasciato le sue tracce, che in queste vallate profonde e scoscese si nascondono e confondono con la natura.

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Nel regno di Tiburzi! Trekking alla Selva del Lamone

🥾  I sentieri della Selva del Lamone ci conducono in un’escursione immersi nel verde, un viaggio nel cuore di un bosco intricato, fitto, labirintico e sempre diverso. Un luogo vivissimo, dove anche le rocce sono ricoperte di muschi verdeggianti e felci, dove gli uccelli si avvisano del nostro passaggio e tra le fronde i selvatici ben nascosti nel loro regno ci osservano passare ignari.
Camminare tra il folto del bosco ci darà quasi la sensazione di essere smarriti nel mezzo della primordiale selva oscura, ma avremo anche l’opportunità di scoprire le tracce di un bosco vissuto in un passato neanche troppo lontano, fatto di boscaioli e butteri, pastori e cacciatori, briganti e carbonai…
Fino alle imponenti rovine della fortezza etrusca di Rofalco, dove senza preavviso il bosco si apre e ci regala una visione magica sulla valle dell’Olpeta e della Fiora,che spazia fino al mare.

📅 Sab 5 dicembre| Prenotazione entro il 3 dicembre

⌚ Tutto il giorno, dalle ore 10
📍Riserva Naturale Selva del Lamone | Farnese (VT) | informazioni

🚶‍♀️ Gruppi piccolissimi, per tutti

📞  prenota ora chiedi info

📍informativa covid-19

Bike & Mare – Pedalando nel parco della Maremma

BIKE & MARE

🚲
Un’escursione molto particolare nel Parco della Maremma: con la bici, percorrendo una comoda ciclabile che ci permette di attraversare molti ambienti diversi del parco e scoprire tutte le diverse sfaccettature di questa preziosa gemma della Maremma toscana.

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Tra pirati e corsari, i forti spagnoli di Porto Ercole

LUN 1 GIUGNO | DOM 7 GIUGNO

Oggi vogliamo accompagnarvi a scoprire un lato poco conosciuto dell’Argentario, nel borgo marinaro di Porto Ercole, che domina dall’alto il promontorio tra le barche eleganti di Cala Galera e il porticciolo turistico.


Una passeggiata breve che però, passo dopo passo, sembra trasportarci un un luogo altro: le rocce bianche di quella che un tempo era una delle isole dell’Arcipelago Toscano emergono tra la macchia bassa, fatta di rosmarini profumatissimi, di ginestra, lentisco…
Passo dopo passo conquistiamo un panorama che ci toglie il fiato, basta salire così poco per godere di una vista spettacolare a 360°: arriveremo fino alle mura di un’imponente fortezza seicentesca, così grande eppure quasi invisibile dal basso! Un’opera difensiva monumentale, in parte scavata nel duro granito dell’Argentario proprio per cogliere di sorpresa in caso di attacchi dal mare.
A cosa serviva una fortezza così imponente? Cosa c’era di così prezioso da difendere in questo piccolo lembo di terra?
Un piccolissimo stato, dipendente dalla Spagna al confine tra le potenze Toscana e Pontificia fondava la sua intera esistenza su questi forti.
Oggi sono proprietà private, ma possiamo esplorarli dall’esterno e goderci un luogo unico, dove il cielo, il mare, la terra si fondono, i profumi inebriano i sensi, il tempo sembra fermarsi

📅 Lun 1 giugno  | Prenotazione entro il 30 maggio
📅 Dom 7 giugno  | Prenotazione entro il 5 giugno
 Mezza giornata; ore 10:00 e ore 15.00

📍 Porto Ercole | Monte Argentario (GR) | informazioni
🚶‍♀️ Gruppi piccolissimi, per tutti

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San Rabano, nel cuore della Maremma

 SAB 30 MAGGIO

L’ escursione che parte direttamente dalla frazione di Alberese e attraversa uno splendido oliveto di proprietà dell’Azienda agricola regionale del Parco della Maremma, i quali olivi, alcuni ultracentenari, producono oggi come una volta il prezioso olio del Parco.


Oltrepassato l’oliveto ci immergiamo nella macchia mediterranea, percorrendo una strada poderale disseminata di piante aromatiche, olivi e lecci che sale tranquillamente con aperture panoramiche sulla Maremma interna. Di quando in quando antichi cancelli di legno, con il particolare sistema tradizionale di chiusura maremmano, ci indicano la presenza delle vacche brade, la famosa razza Maremmana, che non conoscono stalle per tutta la loro vita e vivono indisturbate nel territorio del Parco , controllate e gestite dai “cow-boy” locali, i Butteri. Il monastero cistercense di San Rabano ci sorprende , comparendo all’improvviso celato nel bosco in cima al poggio, come un fantasma di epoche remote a testimonianza di un passato vivo e attivo dei monaci benedettini della zona. I ruderi ci fanno ancora ben comprendere la struttura del monastero e le funzioni che le diverse zone avevano. Intorno il bosco nasconde piante di particolare bellezza e curiosità. Una sorpresa ci attende tra le frasche:, seguendo un sentiero poco oltre San Rabano: non vi do nessuna anteprima, ma l’effetto “WOW” è assicurato!

📅 Sab 30 maggio  | Prenotazione entro il 28 maggip
Tutto il giorno, dalle 10.00

📍 App. Alberese (GR) | informazioni
🚶‍♀️ Gruppi piccolissimi, mediamente impegnativa

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Tra le fate del Bosco del Sasseto

Immaginate un bosco di quelli delle favole, dove le piante hanno gli occhi e osservano i visitatori che osano incamminarsi tra i loro tronchi, forse incuriosite dal loro muoversi su due gambe, forse troppo sagge per stupirsi.
Immaginate di essere voi, quei visitatori, di addentrarvi su sentieri tortuosi che zigzagano tra i massi ricoperti di muschi, attraversando la foresta immobile ma non certo silenziosa…
A ogni nostro passo un picchio, una ghiandaia dà l’allarme, e tutti gli innumerevoli abitanti di questa antica foresta si nascondono o si immobilizzano.
 

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Parco di Vulci, tra natura e archeologia

🥾  Il verde dei pascoli, dove meravigliose vacche maremmane ci osservano pacifiche, con le loro lunghe corna e il loro sguardo penetrante. Il canto un po’ sgraziato e inconfondibile dei gruccioni, i coloratissimi uccelli migratori che da aprile volano tra i monumenti in numerosi gruppi familiari.

Fioriture di tutti i colori, dal viola dell’erba viperina al giallo delle ginestre, il rosso dei papaveri, il blu dei fiordalisi.
Le pareti ripidissime, di nero basalto, che sembrano precipitare nel fiume, ricoperte in alto da una scura vegetazione mediterranea: da qui non è raro vedere un rapace che si invola, tuffandosi a picco.
E tutto questo è da scoprire mentre si cammina su una strada vecchia di almeno duemila anni, pensando che questa natura così rigogliosa ricopre le rovine di una delle più importanti, ricche e popolate città d’Etruria.
Quello che è visibile lascia senza fiato: la domus, con i pavimenti mosaicati e il portico sotterraneo, il tempio grande, l’acquedotto…

Avete capito dove siamo?
E’ il Parco di Vulci, il luogo dove natura e archeologia si fondono, creando un’atmosfera indimenticabile!

 Tutto il giorno, dalle ore 10
📍 Parco di Vulci| Montalto (VT) | informazioni

🚶‍♀️ Gruppi piccolissimi, per tutti

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I 5 motivi per cui camminare fa bene (anche d’inverno!)

Camminare in natura, anche d’inverno, ha molteplici aspetti positivi: migliora il nostro buonumore e influenza il nostro modo di pensare, rallenta l’invecchiament, fa bene a tutto il corpo e aiuta a dimagrire… inoltre è un’attività davvero alla portata di tutti!

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La luna nell’Eremo : trekking notturno lungo la Fiora

Mentre il sole si abbassa sull’orizzonte scenderemo lungo le rive della Fiora, cullati dal vociare del fiume. Ci inoltreremo nel folto della vegetazione per goderci il tramonto dall’Eremo di Poggio Conte, godendoci i silenzi del bosco.

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L’eremo nel cuore del bosco – Eremo di San Girolamo

Sulle pendici del monte Fogliano, nel cuore dell’antica faggeta, dopo un percorso immersi nei silenzi del bosco arriveremo a un masso scavato: è l’eremo di San Girolamo, creato da mani abili in epoca rinascimentale e ancora oggi luogo di fortissima devozione.

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Le sacre vie dell’Acqua, fiume Fiora

LE SACRE VIE DELL’ACQUA. IL FIUME FIORA

Un luogo magico, un confine naturale tra Toscana e Lazio (fino a poco tempo fa, due stati ben distinti), ma allo stesso tempo importante via di comunicazione, che collegava l’etrusca Vulci ai territori più interni dell’Amiata.

Dopo una breve ma intensa camminata nel bosco, seguendo il corso della Fiora ci troviamo avvolti da un anfiteatro naturale, dove una cascatella ci invita al silenzio e al raccoglimento.Solo dopo aver respirato la magia di questo luogo, sacro da millenni, possiamo alzare lo sguardo e scoprire che sopra di noi, scavato nella roccia, c’è un eremo medievale.

Entriamo a scoprire quale altra sorpresa ci riserva questa valle incantata?

🚶‍♀️ Gruppi piccolissimi, per tutti

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📍informativa covid-19

Speciale Argentario – l’isola che non c’è più

Escursioni sull’Argentario, l’isola che non c’è più. Da Porto Ercole a Punta Telegrafo: i forti spagnoli, il convento dei Passionisti, la splendida costa d’Argento. Trekking di varie difficoltà, tutto l’anno.

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Nel bosco delle fate. Il Bosco Monumentale del Sasseto

Regalatevi un’escursione alla scoperta dei colori del bosco del Sasseto, un bosco unico al mondo, camminando tra alberi secolari con tronchi dalla circonferenza impressionante, così nodosi e contorti da sembrare streghe immobilizzate da qualche incantesimo remoto…

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