Vitozza, la città perduta

escursione a Vitozza, la città perduta della Maremma: una giornata tra le innumerevoli case-grotta, fino alle sorgenti della lente, immersi in un paesaggio primitivo

Passeggiando lungo i sentieri del bosco, attraversando il meraviglioso prato che ricopre il pianoro, è quasi impossibile pensare che qui, una volta, sorgeva una città. Eppure tutte queste cavità non sono certo grotte naturali. Entrando, esplorandole, ci si rende conto che secoli di uso le hanno modellate in forma di abitazioni, botteghe, officine.

Lì gli incastri per incardinare le porte, di là una piccola mensola, in fondo una vasca per contenere granaglie. L’esposizione alla luce del sole divideva i ricchi dai poveri. E in alto le rocche, la chiesa, le vie commerciali. E tutto questo fino a solo pochi secoli fa… Questi luoghi furono abitati fin dall’epoca etrusco-romana, come testimoniano numerose necropoli presenti nei centri limitrofi – basti pensare a Sovana e Pitigliano, e anche Vitozza probabilmente trae in quel periodo le sue origini.La peculiarità di questo insediamento rupestre è dato dalla grandissima quantità di grotte (quasi 200) censite, il cui uso abitativo è testimoniato dalla presenza di camini, pozzi, ritrovamento di vasellame oltre che da documenti che ne attestano l’uso fino a un’epoca molto recente.

Oltre che povere abitazioni, le grotte fungevano anche da rimesse o da cave di tufo e pozzolana.Il centro ebbe notevole sviluppo intorno al IX secolo, fino alle soglie dell’età Moderna, ma ha visto il suo apice nel periodo longobardo, quando famiglia degli Aldobrandeschi edificò un castello attorno a cui si sviluppò il piccolo borgo. Passeggiando nel bosco che ormai ha preso il posto del villaggio, è possibile osservare i ruderi del castello, arrampicandosi su quel che rimane delle imponenti mura fortificate. Sono presenti i resti di un secondo castello diroccato e di una chiesa, la cui navata centrale è ormai il cielo aperto.

L’escursione può proseguire fino alla sorgente del fiume Lente, corso d’acqua che attraversa Sorano e Pitigliano prima di gettarsi nel Fiora, o anche arrivare fino al paese di Sorano in una passeggiata mediamente impegnativa di grande interesse naturalistico.

Prenotazione

[email protected] +39.327.4570748 / +39.320.3149587

informazioni tecniche

Durata

Stagione

Difficoltà: leggermente imegnativa

L’escursione è leggermente impegnativa, ciò significa che il percorso è adatto a tutti purché ci sia un minimo di abitudine a camminare e si indossino scarpe e abbigliamento adeguato.

Il percorso presenta diversi saliscendi (circa 300 mt di dislivello, tra salite e discese),da 3 a 10  km (se mezza giornata o tutto il giorno) ma fatti a passo lento e con frequenti soste.

  • Il percorso è prevalentemente su sentiero e nel bosco.

Abbigliamento suggerito:

  • Scarpe chiuse con suola non liscia
  • Giacca a vento che resiste all’acqua
  • Zaino
  • Bastoncini da trekking

Tutte le attività di di Percorsi Etruschi sono condotte da guide associate ad Assoguide  – professione svolta ai sensi della legge 4/2013.