29 dicembre 2018: tra le rovine che furono Castro

La cosa più bella di Castro è il modo in cui la natura ha ripreso i suoi spazi, dopo che le velleità di papi, duchi e nobiluomini (e nobildonne) hanno fatto e disfatto la città…
il 29 dicembre, in una giornata straordinariamente calda e limpida, siamo andati insieme alla nostra guida Elena a passggiare tra le rovine, scoprendo vicende familiari, artistiche e belliche della Cartagine della Maremma

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La chiesa di Sant’Egidio a Cellere

Nel cuore della Tuscia, circondato dai boschi dell’alto viterbese legati in maniera indissolubile al fenomeno del brigantaggio, si trova un borgo sconosciuto ai più: Cellere.
Ma qui, appena fuori dal centro medievale, si può ammirare un piccolo gioello dell’arte rinascimentale, la chiesa di Sant’Egidio.
Progettata da uno dei più importanti e geniali architetti dell’epoca, Antonio da Sangallo il Giovane, con una pianta a croce greca, si staglia sul paesaggio rurale in cui si incastona perfettamente.
Una vera chicca inaspettata!

Il pozzo di San Patrizio

Il pozzo di San Patrizio è una delle attrazioni turistiche più celebri di Orvieto.
Fu costruito da Antonio da Sangallo il Giovane, per volere di papa Clemente VIII che si era rifugiato ad Orvieto durante il sacco di Roma (1527).
Il Papa temeva che l’approvvigionamento idrico della città avrebbe potuto essere insufficiente in caso di assedio: infatti, Orvieto è costruita sulla sommità di una rupe tufacea e non ha alcun rifornimento di acqua dolce costante. Le sorgenti sono presenti solo alla base della rupe . La città medievale si riforniva principalmente di acqua piovana.

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