L’habitus degli alberi

Vi è mai capitato di osservare gli alberi in controluce al tramonto? Con un minimo di esperienza è possibile riconoscere anche da lontano le specie che stiamo guardando, perfino se siamo in inverno e abbiamo di fronte delle caducifoglie. Questo è possibile perché ogni specie arborea ha un suo particolare portamento. Il modo in cui le piante distribuiscono i rami, branche principali e foglie determina quello che nel linguaggio tecnico si chiama habitus. Habitus e specie sono indissolubilmente legati: ogni determinata specie non pu organizzare la sua struttura in nessun altromodo se non secondo il suo habitus.

(Tratto da: La timidezza delle chiome, Pietro Maroé)

Perché le tombe dipinte di Tarquinia sono così importanti?

L’interesse per gli Etruschi è antico quanto gli Etruschi stessi. Furono un popolo ricco, affascinante e altrettanto misterioso. Non sono giunte fino a noi opere scritte in lingua etrusca e nemmeno opere antiche che trattino in maniera specifica della loro cultura.

Le informazioni che abbiamo derivano sia da opere posteriori che da opere del loro tempo. In queste ultime in cui gli autori greci e latini erano loro contemporanei e spesso accennavano soltanto ai pirati e commercianti etruschi, il più delle volte nella cronaca di battaglie.

Nelle opere più tarde, invece, la cultura etrusca viene ben presto quasi mitizzata, essendo relativa a un patrimonio culturale “dotto” a cui guardare con ammirazione e con un velo di esaltazione: i Romani avevano interesse a risaltare i successi degli Etruschi, dato che così facendo mettevano indirettamente anche se stessi in buona luce, del resto loro li avevano sconfitti!!

Ciò che ci parla maggiormente degli Etruschi, però, sono le fonti archeologiche: ci raccontano di usanze, di reti commerciali, di competenze tecniche e artistiche e influenze culturali. Possiamo capire come la civiltà etrusca si è evoluta, dove si estendeva la sua influenza e come piano piano ha potuto soccombere alla crescente potenza romana. In questo aspetto le necropoli costituiscono un’attestazione eccezionale, a volte l’unica testimonianza di alcuni aspetti di questa cultura scomparsa da oltre duemila anni, ed è proprio per questo motivo che le necropoli di Cerveteri e di Tarquinia sono entrate a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.


#PerleEtrusche

Foto:
Tomba dei Leopardi, Necropoli etrusca dei Monterozzi, Tarquinia, 473 a.C.
Fonte immagine: Wikipedia

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Sapete cosa sono le galle?

Le galle: che cosa sono?

Molti pensano (erroneamente) che siano frutti di qualche strana pianta, in realtà la galla (o cecide) è una ‘reazione allergica’ della pianta nei confronti della puntura di un insetto! Infatti certi insetti depongono le uova su rami, gemme o foglie di alcune piante, ogni insetto predilige una specie in particolare formando galle dalle forme caratteristiche. Le più comuni sono quelle che i bambini qui in Tuscia chiamano “pallucche”, ovvero le galle della quercia – ma ce ne sono molte altre, come le galle a cespuglietto della rosa e quelle a gemma del faggio.
Sapevate che esiste una scienza che studia le galle?! Si chiama cecidologia.

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