Le due Vulci: la natura e la metropoli

Potremmo dirvi quello che Vulci è stata: una delle città più grandi d’Etruria, forte, imponente, ricchissima. Decine di migliaia di persone vivevano qui, commerciando, lavorando il metallo, coltivando la fertile terra della Maremma.

C’era un viavai continuo, botteghe che vendevano ori preziosi e vino e forse anche la birra, c’erano le nobili famiglie e gli schiavi, c’era il re-sacerdote, il lucumone, che governava con saggezza…
Ma potremmo anche dirvi quello che c’è adesso, ottobre 2016: prati verdi e boschi ricchi di alberi con le foglie che iniziano a ingiallire, vacche e cavalli maremmani che pascolano, aria limpida e frizzante che arriva dal mare, terra nera rivoltata dagli archeologi, terra che continua a restituire tracce del passato che fu…
Vulci è davvero un luogo unico, qui il passato e il presente si fondono: la natura si è sovrapposta alla metropoli diventata trasparente ma non invisibile agli occhi di chi sa guardare…

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