Bisenzio, la città etrusca perduta e il suo colombario

Bisenzio, ci cui si conosce solo il nome latino (Visentium), fu un’antica città che sorgeva sul promontorio di Bisenzio, sulla sponda occidentale del lago.

Fu una delle prime grandi città etrusche, sorta tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro, quando i piccoli villaggi villanoviani sulle valli del Fiora e del Marta iniziarono a spopolarsi.Il lago di Bolsena ebbe nell’antichità un ruolo duplice.

Come i fiumi, che marcano i confini ma sono anche corridoi attraverso cui viaggiano persone, idee, merci. Il lago allo stesso modo collegava le città sulle sue sponde, era limite e punto d’incontro.Il versante interno è caratterizzatro da rilievi montuosi che raggiungono e superano anche i 600 metri slm, che precipitano bruscamente, solcati da un fitto reticolo di ruscelli e fiumiciattoli che scava solchi profondi. Questi due fattori geografici determinao spazi ridotti per le aree abitative e per l’agricoltura. Nell’età del bronzo fu per questo poco frequentato, c’erano sì risorse e materie prime, ma fino all’ottavo secolo non ci sono insediamenti di una certa consistenza e durata con la notevole eccezione di Bisenzo: qui infatti il rilievo è più dolce, il Marta è vicino, e si sviluppa dal periodo del bronzo finale almeno funo all’età arcaica.

Bisenzio fu una città ricca e fiorente, nelle necropoli circostanti sono stati trovati oggetti che testimoniano una tecnica di lavorazione del bronzo estremamente avanzata e dei contatti commerciali con l’oriente. Ma già nel VII secolo c’è il segno di un calo, lento e inesorabile e piano piano la città viene abbandonata. Probabilmente alcune delle famiglie vesentine si trasferirono alla Civita di Grotte di Castro, e furono sepolte nella suggestiva necropoli di Vigna alla Piazza. La danza armata. Vaso bronzeo proveniente da Bisenzio, 740-720 aC. Roma, Museo di Villa Giulia Visitare i resti della Una passeggiata emozionante, in uno dei luoghi più belli e più magici del lago – salendo al promontorio di Bisenzio e poi scendendo nel bosco… per entrare nel cuore di un’antica parete vulcanica dove è stato scavato in epoca remota questo colombario, dalla pianta a forma di “V” con un’ingresso per chi ha i piedi… e uno per chi ha le ali.Sembra che la sua forma attuale sia quella una piccionaia medievale, ma con ogni probabilità fu ricavata da un luogo funerario o cultuale etrusco.

E’ un angolo davvero sospeso nel tempo e nello spazio.Volete venirci con noi?

I caratteri della cultura materiale di questo centro sono illustrati ampiamente nel Museo Archeologico della Rocca Albornoz di Viterbo

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Difficoltà  Facile, per tutti

  • L’escursione è facile, ciò significa che il percorso è adatto a tutti purché ci sia un minimo di abitudine a camminare e si indossino scarpe da trekking e abbigliamento adeguato.

Abbigliamento suggerito:

  • Scarpe da trekking
  • Pantaloni da trekking
  •  Giacca a vento che resiste all’acqua
  • Zaino con acqua e pranzo al sacco
  • Cappello
  • Ѐ suggerito l’uso di bastoncini da trekking

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