Sentiero dei Briganti

I briganti sono figure a tutt’oggi ricche di ombre e ammantate dal mistero e dal mito. Il percorso segue le tracce dei più famosi fuorilegge della Maremma, addentrandosi tra selve inestricabili e piccoli borghi medievali.

Il Sentiero dei Briganti si propone di fare conoscere vivendolo un lembo di Italia in cui il tempo sembra essersi fermato. Oltre alla bellezza dei luoghi riscopriremo alcuni antichi mestieri come i Butteri ed i Carbonai. I sapori veri ed antichi saranno la costante che ci accompagnerà alla scoperta dell’enogastronomia della Tuscia: dal famoso Olio Dop di Canino ai legumi, i Fagioli del Purgatorio e le Lenticchie di Onano, ai formaggi, per conoscere il Volto affascinante e sano della Maremma.


Sette giorni di cammino con gli etruschi sulle terre che furono anche il
regno dei briganti, primo fra tutti il Tiburzi.
Cammineremo lungo fiumi incontaminati, visiteremo romitori scavati nel tufo che sono stati per lungo tempo riparo di santi e rifugio di briganti, li dove le foreste lasciano il posto all’odorosa macchia mediterranea. Saliremo al borgo medievale di Capalbio camminando lungo le antiche strade della Maremma.
Un percorso nella storia e nella nature, dalla Riserva di Monte Rufeno, passando per la Riserva della Selva del Lamone, l’antica città stato etrusca di Vulci, fino a Cosa, costruita sul promontorio di Ansedonia dominante la Via Aurelia ed il Monte Argentario

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Stagione

Difficoltà 

Trekking

Programma di viaggio

L’itinerario proposto può essere ridotto o suddiviso a seconda delle necessità e delle capacità dei gruppi e della disponibilità di tempo dei partecipanti. Noi suggeriamo due aree tematiche principali che corrispondono all’incirca allo sviluppo del percorso nel Lazio (tappe da 1 a 4) e nella Toscana (tappe da 5 a 7).

1° giorno: da monte rufeno a onano

 

Ritrovo dei partecipanti presso la riserva naturale di Monte Rufeno. Finalmente si parte. La tappa odierna si snoda da Monte Rufeno al paese di Onano dove ceneremo e pernotteremo nel locale ostello.
L’itinerario prevede l’attraversamento dell’area della riserva naturale e lambisce la valle del fiume Paglia ed i paesi di Proceno ed Acquapendente.

2° giorno: da onano al lago di mezzano

 Dopo colazione, si lascia il paese di Onano e ci si dirige verso il Lago di Bolsena. Dal margine della caldera potremo ammirare dall’alto il lago, con le isole Martana e Bisentina. Si prosegue verso Latera da dove inizia la discesa verso il piccolo Lago di Mezzano. Arrivati sulle rive di questo meraviglioso laghetto ci sistemeremo per la cena ed il pernottamento in agriturismo.

3° giorno: Lago di Mezzano – Selva del Lamone – Farnese

Oggi raggiungeremo la Selva del Lamone, una splendida area protetta dove ancora resiste la foresta che fu terra di briganti. Proseguiamo oltre fino a Farnese. Sarà l’occasione per rimanere a stretto contatto del bosco e i suoi segreti. Pernottamento in ostello.

4° giorno: da farnese a castro

Da Farnese ci inoltreremo in una delle zone più selvagge del Lazio fino all’antico abitato di Castro. Percorrendo un sentiero panoramico, nell’alternarsi di “forre” ed “altopiani” avremo occasione di comprendere il tipico paesaggio della Tuscia. Visita delle rovine di Castro, la città una volta capitale del ducato che governava tutta la maremma laziale, e della attigua necropoli etrusca.

5° giorno: da castro a vulci

Proseguendo lungo il fiume Olpeta arriviamo all’eremo rupestre di Ripatonda Cicognina, interamente scavato nel tufo.
Dopo aver visitato il romitorio con la chiesa e le celle per i monaci ci avvicineremo al fiume Fiora le cui acque sono ancora potabili ed abitate da Martin pescatori, aironi ed anatre.
Dopo aver superato il confine tra Lazio dalla Toscana in prossimità dell’antico Ponte S. Pietro, percorreremo le carrarecce immerse negli incredibili boschi dei Monti di Castro.
Scenderemo nella valle del Fiora fin dove il fiume diviene un lago: improvvisamente il lento corso si tuffa tra pareti di roccia altissime ed ecco apparire l’antico maniero di Vulci che ancora oggi domina questo paesaggio di confine.

6° giorno: da vulci a capalbio

Dall’antica città etrusca di Vulci, lungo la strada dogana che segnava il confine tra Stato della Chiesa e Granducato di Toscana, raggiungeremo il borgo medievale di Capalbio, ultimo avamposto militare a fronteggiare le invasioni dei pirati Saraceni provenienti dal Mar Tirreno.
Il paesaggio cambia radicalmente lo sguardo spazia tra le colline ed il mare. L’orizzonte domina incontrastato regalandoci una impagabile sensazione di libertà li dove la campagna è ancora padrona del territorio ed è al centro della vita.bisce la valle del fiume Paglia ed i paesi di Proceno ed Acquapendente.

7° giorno:Da capalbio ad ansedonia

Dopo aver goduto dello splendido panorama verso il mare ci incammineremo verso valle ed attraversiamo i boschi e la macchia delle ultime colline ripercorrendo in parte il percorso della via Clodia. Improvvisamente si apre la vista sull’Argentario ed ormai la meta è a portata di “piede”. Ci porteremo velocemente alla scoperta di Cosa, città Romana sorta dopo la scomparsa di Vulci, dominante tutte le acque della costa e l’antica Via Aurelia fino alla Feniglia lingua di terra e bosco che separa il Mare Nostrum dalla Grande Laguna di Orbetello.

Abbigliamento suggerito:

  • Scarpe da trekking   (collaudate)
  • Pantaloni e maglie da trekking
  •  Giacca a vento che resiste all’acqua
  • Zaino minimo 50 litri
  • Cappello
  • Un cambio completo
  • Mantella per la pioggia e pantalone impermeabile
  • Ciabatte o scarpette di ricambio
  • Busta per l’igiene personale con: shampoo, spazzolino e dentifricio in piccole confezioni
  • Calze, mutande (2-3 pezzi cadauno)
  • Caricabatterie
  • Ѐ suggerito l’uso di bastoncini da trekking

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Tutte le attività di di Percorsi Etruschi sono condotte da guide associate ad Aigae e iscritte al Registro Italiano delle Guide Ambientali Escursionistiche – professione svolta ai sensi della legge 4/2013.