Come un Viandante Medievale: Francigena da Viterbo a Roma

Date viaggio: 20 mag 2017 – 27 mag 2017

Come un Viandante Medievale

Francigena da Viterbo a Roma

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
Bruce Chatwin

Ogni viandante ha una sua storia ed una motivazione che lo spinge ad andare. Ogni viandante trova e raccoglie sentimenti, conoscenze ed emozioni differenti. Alcune di queste sono però comuni a tutti. E’ un momento di rottura netta con la vita quotidiana, è l’andare bastevole a se stesso. Nel passo dopo passo si sviluppa un più acuto spirito di osservazione verso ciò che ci circonda e verso ciò che regna dentro: ogni dettaglio del mondo esterno e di quello che sentiamo nel cuore torna ad avere la sua centralità nella nostra vita. E’ l’antitesi di ciò che viviamo quotidianamente.
E’ un’esperienza locale e genuina, legata al territorio e alle sue peculiarità, ricercando i ritmi naturali e slow: per riportare l’accento sulla centralità della natura e dell’essere umano.
Ripercorrere oggi gli antichi cammini contribuisce a mettere a confronto, far dialogare, unire i popoli, favorendo la trasmissione di valori, lo scambio di culture, la reciproca conoscenza.

Sa 20: Viterbo
Appuntamento a Viterbo.
Viterbo è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici sia da Roma che da altre città, con le Ferrovie italiane o i pullman della Cotral.

Do 21: Viterbo-Vetralla
5h – 18 km circa [+/- 100]
Usciamo dalla città dei Papi percorrendo un’antica Via Cava, luogo spirituale caratteristico della Tuscia scavato a mano dagli Etruschi in epoche remote ed ancora oggi di interpretazione incerta. Il percorso è un saliscendi tra campi e boschi, restando poco distanti dalla Cassia, vera importante strada del passato ma oggi impraticabile a piedi.  Arriviamo a Vetralla.

Lu 22: Vetralla-Sutri
6 h – 23 km – [+/- 100]
Il percorso su cui ci incamminiamo attraversa un tratto in una fitta foresta di noccioleto e costeggia alcune querce monumentali, prima di arrivare alle Torri d’Orlando, ruderi di un antico monastero.
Proseguiamo quindi verso il delizioso borgo di Capranica  e poi verso Sutri, perla semisconosciuta lungo la Francigena, con il suo Anfiteatro scavato nel tufo, il Mitreo e il bel centro storico da sempre terra di confine e avamposto romano per la conquista dell’Etruria.

Ma 23: Sutri-Monterosi
4 h – 15 km – [+/- 100]
Lasciamo Sutri e ci inoltriamo nella campagna viterbese, percorrendo comodi sentieri bucolici in piena fioritura di maggese fino al piccolo lago di Monterosi, uno dei numerosi  laghi vulcanici che caratterizzano il Lazio.

Me 24: Monterosi-Formello
6 h – 24 km – [+/- 100]
Riprendiamo il cammino tra i campi  percorrendo strade sterrate molto panoramiche ed entriamo quindi nel Parco di Veio, che ci regala momenti di fresco e ombra e che ci conduce fino alle porte di Formello. Attraversiamo la Valle del Sorbo, dove possiamo sostare al Santuario della Madonna del Sorbo, prima di salire verso il bel centro storico di Formello, dove ci fermiamo ospiti del nuovissimo posto tappa lungo la Francigena del Nord, nello storico Palazzo Chigi, appena varcata la porta del borgo antico. A fianco dell’ostello la Chiesa di San Lorenzo cela la meridiana buia, una delle uniche due esistenti in Italia.

Gi 25: Formello – La Storta
5 h – 18 km –  [+/- 100]
Usciamo da Formello camminiamo lungo un tratto panoramico. Siamo in pieno Parco di Veio, i cui ambienti spaziano dalle campagne alle vallate ancora boscate ai territori fortemente urbanizzati limitrofi a Roma. Un parco simbolo dei contrasti e delle difficoltà delle aree protette inserite nel contesto antropizzato attuale. Nelle sue parti più integre annovera presenze archeologiche importanti (etrusche e romane, come l’Acropoli di Veio, antica roccaforte di resistenza etrusca contro Roma emergente, o la Tomba dei leoni) e una fauna sorprendente, che va dai mustelidi ai rettili ai numerosi rapaci notturni e diurni, il tutto a pochi chilometri dalla Città Santa e dal suo caratterizzante caos antropico.

Ve 26: La Storta – Roma
5 h – 22 km – [+/- 100]
L’ultima tappa inizia con un lungo sul marciapiedi della Via Cassia, la vera Via Francigena antica, oggi non più percorribile a causa del traffico. Superato il Grande Raccordo Anulare ci si immerge nel verde del Parco dell’Insugherata, un’oasi selvaggia che s’inserisce come un cuneo nella periferia di Roma. Rientriamo quindi brevemente nel traffico della Via Trionfale, per poi entrare nel parco di Monte Mario.
Il belvedere di “Mons Gaudii”, il monte della gioia, ci riporta di colpo, come un dejavu, alla vista che doveva avere il pellegrino antico all’arrivo alla Citta Santa. Ancora un tratto di parco prima della discesa verso Piazza San Pietro, la nostra meta. Arriviviamo a Roma come gli antichi viandanti, lungo Via del Beato Angelico direttamente in Piazza San Pietro.

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