ViterboPost | Il micro turismo contro l’immobilismo

11 gennaio 2016  CViterbo Post

Il micro turismo contro l’immobilismo

Percorsi etruschi propone delle escursioni alla ricerca della Tuscia incontaminata

La città perduta di Castro

La città perduta di Castro

Da un lato c’è chi parla. E sono tanti, tantissimi. E vanno avanti da troppo tempo. Hanno stancato. Dall’altro c’è invece chi agisce. E sono pochi, pochissimi. Ma ringraziamo dio che almeno sono buoni.
Così, spulciando qua e là in rete, succede di imbattersi nelle cosiddette mosche bianche. Quelle che hanno capito come gira il mondo. Che hanno compreso (meglio di tutti) che la Tuscia è sì un territorio grazioso, che andrebbe spinto da un punto di vista turistico. Ma per farlo occorre rispettare la morfologia e la geografia dell’area. Offrire perciò pacchetti mirati. Proponendo un qualcosa di non invasivo, che non deturpa. E che, anzi, ben si sposa con le varie e differenti realtà dislocate da Proceno a Calcata.
Insomma, la chiave di volta si chiama micro-turismo. Unica via per uscire dal macro-immobilismo che ci contraddistingue.
Acquapendente. Nella cittadina di confine hanno sede i ragazzi di “Percorsi etruschi”. Attivi 365 giorni l’anno. Stanno dando una scossa leggera e costante al flusso migratorio provinciale. E non solo d’estate. E non solo il giorno di Santa Rosa o dei Pugnaloni. No. Il loro programma dei mesi freddi, tanto per passare al pratico, è uno spettacolo.
Conviene quindi spulciarlo. “La Tuscia e la Maremma non smettono di stupire – dicono – l’inverno è il periodo migliore per scoprire i boschi, le necropoli e le aree protette”.

La "caldara" di Latera

La “caldera” di Latera

Quali? Il lungo tour è partito sabato scorso. Con l’escursione nel bosco incantato. E cioè una giornata a Torre Alfina e nel bosco del Sasseto. Un sentiero unico, dove il disordine della natura ha preservato caratteristiche ormai scomparse altrove, dove gli alberi contorti e nodosi assumono forme di streghe e animali.
Seconda proposta, domenica 24 gennaio: “Gli incantesimi di Bomarzo. Dalla torre di Chia alla Piramide etrusca”. Avanti, sabato 13 febbraio: “La distrutta città di Castro”. Una passeggiata indietro nella storia, osservando quel che rimane del borgo progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, tra resti di antichi palazzi, chiese affrescate, abitazioni.
Chiusura il 28 febbraio con “La caldera di Latera, il lago che non c’è più”. Escursione da Valentano a Latera, alla scoperta della geologia vulcanica di una delle piane più fertili dell’alta Tuscia, la “caldera”.
E questi appuntamenti tutto sommato possono essere racchiusi tra le bellezze che bene o male (più male che bene) già si conoscono. Ora però viene il bello (nel senso estetico del termine).

Domenica 17 gennaio si inaugurano infatti “I cammini del silenzio”. Tappa d’esordio “dall’entroterra al Lago di Bolsena”. Si procede per una decina di chilometri a bocca chiusa, partenza da Piansano, tra campagne bucoliche e allevamenti vari. Si attraversa il suggestivo parco eolico, e si arriva al bacino vulcanico. Terre pressoché inesplorate, seppur di bellezza assoluta.

Lungo il fiume Marta

Lungo il fiume Marta

E medesimo ragionamento si può fare per domenica 31 gennaio, “Lungo la valle del Marta”. Sempre senza pronunciare parola, scarpinata da Marta a Tuscania, seguendo il delizioso corso del fiume.
I prezzi sono più che abbordabili (basta andare sul sito per constatarlo). Di gente interessata ce ne sta tantissima. E le iniziative simili targate “Percorsi etruschi” continuano a crescere a dismisura.
L’idea generale, perciò, è che basta poco per avere tanto. Basta saper fare, avere le competenze specifiche, e assecondare la natura.

E sì, talvolta in silenzio viene anche meglio.

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