Percorsi Etruschi

Discovery Tuscia | FAreREte con Percorsi Etruschi

31 marzo 2016

FAreREte con Percorsi Etruschi

Da soli si va veloce, insieme si va lontano
Un antico proverbio africano che ben rende l’idea dell’importanza di condividere e fare rete appunto
FAreREte, non a caso, è il nome del progetto di Percorsi Etruschi. In questo caso si tratta di quello che è stato, giustamente, definito, un laboratorio di attività all’aria aperta per far scoprire il territorio della Tuscia Lazia e della Maremma, sia laziale sia toscana. Il progetto si rivolge agli operatori turistici presenti sul territorio per far scoprire loro, e far vivere a loro per primi, l’esperienza di un’escursione con le guide di Percorsi Etruschi.
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Perché è importante questa iniziativa? Perché fa rete, appunto, e la fa coinvolgendo direttamente coloro i quali, in vario modo, sul territorio ci lavorano come operatori turistici, giornalisti o, come ne l mio caso, blogger. Percorsi Etruschi, con le sue guide, fa provare, gratis, una serie di escursioni che poi, gli stessi operatori, possono proporre ai loro ospiti. Offrendo loro qualcosa che hanno conosciuto personalmente. E non per sentito dire. Questa semplicissima formula non fa altro che creare, a cascata, un clima di fiducia reciproca e un insieme di proposte per far conoscere il territorio in maniera davvero autentica.
Ciò che mi è piaciuto subito del progetto FAreREte è la sua pragmaticità. Coinvolgere anche gli operatori della Maremma Toscana vuol dire, intelligentemente, uscire dalla Tuscia Viterbese per portare persone nella Tuscia Viterbese, anche. È innegabile che la Toscana abbia un richiamo turistico maggiore. Allora dove andare a prendere potenziali viaggiatori anche per la Tuscia? In Toscana. Questo è il senso e questa è la bravura di Percorsi Etruschi che, per altro, quella parte di Maremma Toscana la conoscono pure molto bene.
Si tratta di un progetto che coinvolge, è bene dirlo, un territorio che, seppur diviso da confini regionali (Lazio e Toscana appunto) ha comunque caratteristiche storiche, paesaggistiche e naturalistiche del tutto simili. Infondo sempre di Etruria si sta parlando.
Percorsi Etruschi si dimostra, ancora una volta, una delle realtà escursionistiche più attive, originali e appassionate della zona. E in grado di far capire come questa parte del viterbese abbia davvero tanto ma tanto da offrire. Soprattutto a chi non ama le folle, i percorsi sempre uguali e quella patina di falsità che ricopre molti luoghi più famosi. Si può parlare di una specie di patrimonializzazione autentica, quella di iniziative come questa, che si contrappone alla patrimonializzazione globalizzante da depliant in salsa marketing.
Ecco allora, per il secondo anno dopo il successo dell’edizione del 2015, FAreREte 2.1 con il patrocinio della Camera di Commercio. Perché queste sono belle idee. Sei passeggiate, gratuite, in cui le guide di Percorsi Etruschi mettono a disposizione tempo, passione e conoscenza per accompagnare gestori di hotel b&b, locande, ristoranti, giornalisti affinchè questi, a loro volta, possano consigliare tutto ciò, dopo averlo toccato con mano. Un modo, anche, per rendere ciascuno protagonista della promozione del territorio su cui lavora. Protagonista e responsabile. Perché le persone hanno anche bisogno di proposte diverse. Questo è il solo modo per far sì che non si rechino tutti negli stessi luoghi, senza vederli e senza capirli. Per diversificare le proposte e per proporre qualcosa di molto diverso dalle visite stereotipate mordi&fuggi.
Ieri abbiamo partecipato ad una di queste idee di percorso e di attività outdoor. Con Elena, di Percorsi Etruschi, siamo andati in uno dei luoghi più belli dell’Alto Lazio e, probabilmente, dell’Italia intera. Stiamo parlando del Bosco Monumentale del Sasseto. Una meraviglia a Torre Alfina, delizioso piccolo paese appartenente al comune di Acquapendente. Siamo proprio nel punto di incontro tra Lazio, Umbria e Toscana, all’interno di un’area boschiva di una bellezza quasi ubriacante. Un luogo bello e prezioso perché totalmente incontaminato e non ferito da mani umane. In pratica si tratta di un bosco preistorico che, con il suo substrato geologico composto da enormi blocchi di roccia lavica, è rimasto immutato da millenni e millenni.
Radici, rocce ricoperte da muschio, alberi secolari di diverse specie, come faggi, olmi, carpini, agrifogli, felci e numerosissime varietà di uccelli, istrici, ghiri e altre creature che qui la fanno giustamente da padroni. Un luogo per descrivere il quale si è spesso fatto ricorso alla parola “magia”. E, in effetti, un senso di magico assale letteralmente appena vi si entra. Non si sente alcun rumore che non sia il canto di qualche uccello e si viene accompagnati da un’atmosfera quasi surreale, con gli alberi che assumono, spesso, le forme di qualche animale o di qualunque altra cosa la fantasia suggerisca. Elena è bravissima, come sempre, nelle sue spiegazioni sia storiche sia naturalistiche. Cose indispensabili per capire e apprezzare ancora di più la preziosa e fragile bellezza di quel luogo.
Il Bosco del Sasseto ha una superficie di circa 50 ettari ed ha una conformazione geologica costituita prevalentemente da enormi blocchi di roccia lavica, arrivate qui a seguito delle non poche eruzioni esplosive dell’antico vulcano Volsino. Un bosco fortemente voluto da un uomo innamorato di questi posti. Quell’Edoardo Cahen a cui si deve anche la ristrutturazione del castello di Torre Alfina, che volle predisporre alcuni sentieri e che qui fece anche costruire la sua tomba, ancora visibile con la sua sagoma gotica che, all’improvviso, appare tra la folta vegetazione.
Le prossime escursioni saranno a Vulci, Porto Ercole e la Sughereta dell’Argentiario. Se siete operatori turistici della Tuscia e della Maremma e volete avvicinarvi a quelle che sono le innumerevoli attività proposte da Percorsi Etruschi, non dovete fare altro che prenotarvi utilizzando la mail infoçpercorsietruschi.it.