Discovery Tuscia | FAreREte nella magia di Vulci

15 aprile 2016 | Discovery Tuscia

FAreREte nella magia di Vulci

La travolgente bellezza di Vulci
Ieri, ancora con Percorsi Etruschi, alla scoperta di uno dei luoghi più straordinari della Tuscia: il Parco Naturalistico e Archeologico di Vulci
Complice anche la bellissima giornata di sole e di un gradevole venticello, ieri Vulci si è presentata al suo meglio. proseguono le tappe del bellissimo progetto FAreREte 2.1 di Percorsi Etruschi. Progetto di condivisione di attività all’aperto rivolto ad operatori turistici e giornalisti. Credo che ieri, forse più ancora di altre volte, le ragazze di Percorsi Etruschi, Daniela Pesce, Elena Ronca e Daniela Vinci, abbiano messo in campo tutta la loro coinvolgente sapienza. C’è modo e modo di fare le guide e, secondo me, loro usano quello più emozionante: il racconto e la totale condivisione di un’esperienza. Chi non c’era può pensare che sia esagerato dire che ieri ci hanno fatto sentire parte di qualcosa di più grande. Ma è esattamente quello che è accaduto.
Certo Vulci, con la sua incredibile, quasi spudorata bellezza, ci ha messo del suo. Ma è indubbio che attraversare quel luogo insieme a quelle guide sia stato, per moltissimi aspetti, un valore aggiunto. Sicuramente ci si può limitare a comprare il biglietto d’ingresso, girare quei luoghi per conto proprio e uscirne sicuri di avere visto qualcosa di unico. Ma sentirselo raccontare in quel modo, viverlo come ci hanno consentito di fare loro consente un tipo di esperienza diversa. Non posso che ripeterle: la banda di Percorsi Etruschi ha intrapreso la strada giusta. L’unica possibile mi sento di aggiungere. Che è quella di raccontare,  prima di tutto, il territorio. E se pensate che sia quello che fanno tutte le guide mi sento di suggerirvi di provare.
FAreREte, come abbiamo scritto in un precedente articolo, è un bel progetto con cui Percorsi Etruschi propone attività e percorsi a operatori turistici di varia tipologia, a giornalisti e blogger per condividere dal vivo esperienze. Esperienze che poi, gli operatori turistici, possono a loro volta offrire ai propri ospiti. Si tratta, come dice giustamente Daniela Pesce, del modo più efficace per mettere l’esperienza in primo piano invece della teoria. Se provi qualcosa sulla tua pelle e quel qualcosa ti coinvolge avrai parole più incisive per consigliarlo a tua volta. L’idea è semplice. E, come spesso accade con le idee semplici, assolutamente vincente.
Laghetto del Pellicone
Ieri dunque, con questa tappa, abbiamo attraversato, guardato e respirato tutta la bellezza di Vulci.
Un Parco Naturalistico e Archeologico unico nel suo genere. Vulci era una antica, importantissima ed enorme città etrusca. Una città che, con i suoi 80mila abitanti, rappresentava qualcosa di assolutamente straordinario. Non certo vicinissima al mare aveva saputo diventare comunque uno dei più importanti centri commerciali dell’Etruria. La Grecia e il lontano Oriente intrattenevano rapporti commerciali con questa che era una delle più importanti città stato etrusche. Siamo sulle rive del fiume Fiora, su un vastissimo altopiano vulcanico.
Dettagli della villa del I secolo con le sue terme e i pavimenti a mosaico
Vulci, già estremamente attiva nel corso dell’VIII secolo, nell’arco di due secoli acquista un’importanza che davvero sorprende. Qui, nel corso del VI secolo vi era un raffinatissimo e sviluppato artigianato locale che veniva ammirato, studiato e commercializzato in tutto il mondo. Forse, con i metri di giudizio odierni è difficile valutare la portata di quanto avveniva qui, ma si tratta davvero di qualcosa di stupefacente. Il viaggio spazio-temporale che le guide di Percorsi Etruschi ci hanno fatto fare è stato davvero a 360°. Si è trattato di qualcosa che ha coinvolto sia l’aspetto storico sia quello naturalistico. Un tempo dilatato che si è protratto per quattro ore senza quasi accorgersene. A piedi e con e-bike è  stato un po’ come entrare a far parte del luogo, sentirlo letteralmente sulla pelle. A proposito: provare l’esperienza di percorrere un posto così in sella ad una bicicletta a pedalata assistita davvero è elettrizzante. Come elettrizzante è trovarsi, ad un certo punto, al cospetto di quella magia naturale che è il laghetto del Pellicone.
Scorci di quello che era l’antico porto fluviale
E così, nel modo più naturale possibile, ascoltiamo la storia e le storie di questo posto. Guardiamo affascinati e sorpresi la magnifica imponenza di una villa del I secolo a.C con il suo criptoportico, le terme e pavimenti di eleganti mosaici, i resti di un tempio, brandelli di mura e resti di una strada romana. E tutto attorno, in uno spazio in cui lo sguardo naviga a perdita d’occhio, le necropoli e ciò che di quella immensa città si può solo indovinare e immaginare. La natura ha coperto con un velo qualcosa che continua ad esserci ma che non è stato riportato alla luce. Il tanto che si ammira attualmente di Vulci è comunque solo una minima parte di qualcosa di molto molto più vasto. E tutto fluisce ascoltando la storia del popolo etrusco, del suo rapporto con il divino e la natura, del suo essere parte di un tutto. La storia può essere una meravigliosa vventura
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