La caldera di Latera, il lago scomparso

Passeggiate alla scoperta della geologia vulcanica di una delle piane più fertili dell’alta Tuscia, la caldera di Latera. Scopriremo angoli di insospettabile bellezza e interesse naturalistico, elementi di archeologia industriale, formazioni dai colori suggestivi e strade dall’inconfondibile odore solforoso.

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Valentano, tra laghi e vulcani

Possiamo passare una mezza giornata a Valentano, visitando il Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese, o scendere con un trekking non impegnativo nella caldera di Latera.

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Bisenzio, la città etrusca perduta e il suo colombario

Bisenzio, ci cui si conosce solo il nome latino (Visentium), fu un’antica città che sorgeva sul promontorio di Bisenzio, sulla sponda occidentale del lago.

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La necropoli rupestre di Norchia

Norchia è la più spettacolare tra le necropoli etrusche. Il panorama di straordinaria bellezza che ci accoglie non è il solo aspetto a sorprenderci, ma la sua particolare struttura, poiché nei suoi scoscesi dirupi mani abili hanno saputo scolpire un intera città dei morti con sepolcri di grande bellezza.

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La necropoli della Banditaccia di Cerveteri

Con una continutià d’uso che va dal IX secolo avanti Cristo alla dominazione romana, le necropoli di Cerveteri circondano il pianoro su cui sorge la città. Le migliaia di tombe, con le diverse tipologie, testimoniano l’evoluzione economica, culturale e religiosa dei Ceriti.

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Grotte di Castro: Centocamere, Pianezze e il borgo medievale

A pochissimi passi dalla riva del lago di Bolsena, lungo la strada verdeggiante che serpeggia verso Grotte di Castro, si cela una delle più incredibili necropoli etrusche dell’Alta Tuscia. Centocamere il nome dice già molto delle numerose camere sepolcrali intersecate una nell’altra che ci aspettano per questa giornata di esplorazione.

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Giannutri, l’isola della Luna

Una giornata lungo i sentieri dell’isola di Giannutri, la più meridionale dell’Arcipelago Toscano.
I greci la chiamavano “Artemisia”, i romani “Dianium”, in onore alla dea lunare Diana, ispirati dalla sua forma a falce lunare come il diadema della Dea.

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Sentiero dei Briganti

I briganti sono figure a tutt’oggi ricche di ombre e ammantate dal mistero e dal mito. Il percorso segue le tracce dei più famosi fuorilegge della Maremma, addentrandosi tra selve inestricabili e piccoli borghi medievali.

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Tra il lusco e il brusco: escursioni al tramonto

Ci siamo ritrovati a passeggiare, una sera, per i vicoli di Pitigliano, pensando a quant’è bello d’estate andare in giro dopo cena: il fresco, i negozietti, le luci dei lampioni, magari un bel gelato. Il mondo sembra così diverso, più rilassato. E con la luna anche i sentieri assumono un aspetto completamente nuovo.

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Capalbio: “la piccola Atene” e “l’ultimo paese della Maremma”

Come fanno alcuni potremmo chiamarlo “l’ultimo paese della Maremma” perché Capalbio è il Comune più a sud della Provincia di Grosseto e addirittura della Toscana che proprio per la sua interessante posizione geografica rappresenta l’anello di congiunzione tra Toscana e Lazio oggi e tra il Granducato e lo Stato della Chiesa ieri.

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Bike&Mare nel Parco della Maremma

🚲 In bici nel Parco della Maremma.
Una pedalata semplice, panoramica, rilassante! Mentre il sole piano piano scende verso il mare per regalarci degli scenari indimenticabili 🌅

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Massa Marittima: una passeggiata nell’AltoMedioevo

Entri nel centro di Massa Marittima e ti senti nel Medioevo tanto è il fascino di quei muri, di quelle pietre, di quei palazzi che ti circondano ad ogni passo. La gradinata e il Duomo mozzafiato che austero proietta le sue guglie in alto e controlla la piazza come una misteriosa entità.

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Il pozzo di San Patrizio

Il pozzo di San Patrizio è una delle attrazioni turistiche più celebri di Orvieto.
Fu costruito da Antonio da Sangallo il Giovane, per volere di papa Clemente VIII che si era rifugiato ad Orvieto durante il sacco di Roma (1527).
Il Papa temeva che l’approvvigionamento idrico della città avrebbe potuto essere insufficiente in caso di assedio: infatti, Orvieto è costruita sulla sommità di una rupe tufacea e non ha alcun rifornimento di acqua dolce costante. Le sorgenti sono presenti solo alla base della rupe . La città medievale si riforniva principalmente di acqua piovana.

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I lastroni a scala di Tarquinia

I lastroni a scala di Tarquinia: decorazioni funerarie arcaiche, bassorilievi in pietra locale (nenfro).

Lastrone a Scala con pantere e animali mitologici, fine VII sec a C Tomba delle Pantere, Tarquinia, fine del VII sec. a.C.

Prima delle tombe dipinte, a Tarquinia le tombe erano decorate con degli enormi lastroni di nenfro decorati a bassorilievo, di chiara orgine orientaleggiante. I lastroni a scala erano disposti lungo le pareti interne delle tombe, nelle camere sepolcrali, ricoprendo l’intera parete. Continua a leggere

Civita di Bagnoregio. Perché la città che muore?

Civita di Bagnoregio nasce su uno sperone di tufo, come Orvieto e Pitigliano, generato dalle eruzioni del sistema vulcanico Volsino (quello che poi portò alla formazione del lago di Bolsena, che è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa). Però il tufo qui è molto sottile, deposto su uno strato di argille marine, i calanchi. Continua a leggere

Un assaggio di Francigena, da San Lorenzo Nuovo a Bolsena

Un percorso particolarmente panoramico e rilassante, circa 10 km su strade bianche e sentieri, con la presenza costante del lago di Bolsena che occhieggia da lontano. 🌳

Seguiremo il percorso della Via Francigena, nella prima tappa laziale, lasciandoci però solo la parte più piacevole 🤫

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