Le chiesine campestri di Onano

Nei dintorni di Onano ci sono numerose chiesine campestri, costruite tra il 1400 e la fine del 1600. Piccole e graziose, alcune hanno al loro interno anche opere d’arte di un certo pregio. Si trovano sparpagliate per le campagne onanesi, al confine con la Toscana. Siamo andati a cercarle tutte!

La chiesa della Madonna della SS. Trinità.

La chiesina di Onano della Madonna della SS. Trinità.

La chiesa della Madonna della SS. Trinità.

Costruita nel 1668 mediante il contributo della Comunità di Onano e costata 80 scudi .
Veniva chiamata anche Chiesa dell’Acqua Santa, perché da sotto l’altare era scaturita una vena d’acqua alla quale venivano attribuiti molti miracoli e per cui considerata con molta devozione.
Nel giorno dell’Annunciazione il popolo aveva l’abitudine di visitarla per recitarvi la pratica delle “mille Ave Marie”.

La chiesina campestre della Madonna della Fontana o del Soccorso.

La chiesina campestre della Madonna della Fontana o del Soccorso.

La chiesina campestre della Madonna della Fontana o del Soccorso.

Questa si trova più vicino al paese, sotto le prime case (e l’abbiamo trovata per caso girovagando qua e là).
La chiesina della Madonna della Fontana fu costruita nel 1454 e arricchita con affreschi dell’epoca che, a causa delle continue ristrutturazioni sono andati persi quasi completamente (nei commenti metto quello che si vede dal vetro).

Sapete che invece nelle altre due chiesine sono visibili affreschi di Sano di Pietro e di Antonio del Massaro (il Pastura)? Due nomi di primissimo piano del primo Rinascimento, che ci possono dare un’idea dell’importanza che queste chiesine dovevano avere per la popolazione e i nobili che intervennero nella costruzione.

 la chiesina della Madonna del Piano

La chiesa della Madonna del Piano fu eretta nel 1493. Sì può osservare dalla strada che unisce Onano ad Acquapendente. Il portale è ornato on un ampio arco a tutto sesto, alleggerito da cornici e scanalature.
All’interno c’è un affresco, restaurato nel 1965 e attribuito ad Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura. Celeberrimo pittore del primo Rinascimento viterbese, allievo del Perugino.

la chiesina della Madonna del Piano, eretta nel 1493

la chiesa delle Grazie

Oggi la chiesa delle Grazie è la più antica ancora esistente a Onano. Osservando la complessa tessitura muraria, si può intuire che fu rimaneggiata almeno tre volte per rimediare a distruzioni di guerre, a lesioni date da movimenti sismici, al desiderio di renderla sempre più bella.

la chiesa delle Grazie

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Il pozzo di San Patrizio

Il pozzo di San Patrizio è una delle attrazioni turistiche più celebri di Orvieto.
Fu costruito da Antonio da Sangallo il Giovane, per volere di papa Clemente VIII che si era rifugiato ad Orvieto durante il sacco di Roma (1527).
Il Papa temeva che l’approvvigionamento idrico della città avrebbe potuto essere insufficiente in caso di assedio: infatti, Orvieto è costruita sulla sommità di una rupe tufacea e non ha alcun rifornimento di acqua dolce costante. Le sorgenti sono presenti solo alla base della rupe . La città medievale si riforniva principalmente di acqua piovana.

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I lastroni a scala di Tarquinia

I lastroni a scala di Tarquinia: decorazioni funerarie arcaiche, bassorilievi in pietra locale (nenfro).

Lastrone a Scala con pantere e animali mitologici, fine VII sec a C Tomba delle Pantere, Tarquinia, fine del VII sec. a.C.

Prima delle tombe dipinte, a Tarquinia le tombe erano decorate con degli enormi lastroni di nenfro decorati a bassorilievo, di chiara orgine orientaleggiante. I lastroni a scala erano disposti lungo le pareti interne delle tombe, nelle camere sepolcrali, ricoprendo l’intera parete. Continua a leggere

Civita di Bagnoregio. Perché la città che muore?

Civita di Bagnoregio nasce su uno sperone di tufo, come Orvieto e Pitigliano, generato dalle eruzioni del sistema vulcanico Volsino (quello che poi portò alla formazione del lago di Bolsena, che è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa). Però il tufo qui è molto sottile, deposto su uno strato di argille marine, i calanchi. Continua a leggere