Gli Asfodeli e gli etruschi

Gli asfodeli erano fiori sacri agli etruschi, che li associavano al mondo dei morticasteldassoA

Forse per il loro odore un po’ sgradevole, forse per la fioritura pallida, sembra che gli asfodeli fossero associati dagli etruschi al regno dell’oltretomba. Anche la mitologia greca parla dell’aldilà come sterminati prati ricoperti di questo delicato fiore.

Asphodelus deriva dal greco “a” = non, “spodos” = cenere e “elos” = valle; cioè valle di ciò che non è stato ridotto in cenere (Pignatti). Il nome deriva dal fatto che gli asfodeli ricoprono garighe di sovente soggette ad incendi. Gli organi sotterranei (bulbo-tuberi), infatti, sopravvivono al passaggio del fuoco.

E’ un fiore che cresce in ambienti secchi e assolati, spesso degradati e impoveriti. Lo si trova sovente nelle aree mediterranee più rocciose… Proprio per questo in passato così come ora è frequente trovare prati di asfodeli in fiore nelle necropoli dell’Etruria rupestre.

Probabilmente proprio il fatto che il fiore crescesse spontaneo negli ambienti che gli Etruschi prediligevano per le loro aree sepolcrali ha fatto sì che lentamente assumesse il ruolo di simbolo della morte e protettore delle anime.  Ancora  infatti oggi ammiriamo la loro delicata fioritura rosa tra marzo e aprile proprio nei pressi delle tombe, come se il loro ruolo di protettori non fosse mai cessato nel corso dei secoli.

Fioritura di Asfodeli a Castel d'Asso

Fioritura di Asfodeli a Castel d’Asso

Asfodeli

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