La Via per il cielo Con il Gran Paradiso e il Monte Bianco negli occhi

La Via per il cielo

Con il Gran Paradiso e il Monte Bianco negli occhi

Viaggio per VIE DEI CANTI. Vedi la scheda completa

La Valle d’Aosta è per antonomasia “Le Alpi”, dove la verticalità assoluta delle creste si sposa con la tradizione montanara dei pascoli verdeggianti, dove il bestiame che ogni estate sale ancora agli alpeggi per mangiare l’erba più buona pascola vicino agli animali selvatici ancora facili da avvistare perché inseriti in un contesto ambientale poco antropizzato, dove il bianco candore dei ghiacciai in piena estate confina con verde acceso dei prati di quota. La più piccola regione italiana con la cinta di montagne più alte in Italia, di cui ben 4 di oltre 4000 metri di quota. Tra di esse il Monte Bianco, 4810 metri di roccia e ghiaccio, è la cima più alta d’Italia. In questo piccolo paradiso naturale si trova il Paradiso delle aree protette, la più antica d’Italia e quella che ha permesso la salvezza degli stambecchi dall’estinzione: il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Questo viaggio ci porterà in tutti questi luoghi unici, di cielo in cielo: in tutte e tre le vallate valdostane del parco del Gran Paradiso, per conoscere da vicino gli stambecchi prima che salgano nei quartieri estivi e le marmotte appena sveglie dal letargo, alla cima del Monte Bianco, con la straordinaria SkyWay ( la Via del Cielo) inaugurata nel 2016, da cui si può dominare tutta la valle e oltre…tutto questo accompagnati ogni giorno da una Guida Esclusiva del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che da oltre 20 anni porta in questi luoghi magici chi vuole scoprire la vera Val d’Aosta e non quella delle copertine delle riviste.

Do 11: Tutto ha inizio da qui…
Appuntamento al Forte di Bard, AO.
Incontro e visita del Forte di Bard, porta d’ingresso della Valle e della vita alpina.
In serata ci trasteriamo nella struttura in cui alloggiamo e ceniamo.

Lu 12: la val di Rhemes ed il Rifugio Benevolo

6h – [+/- 500] media
Iniziamo la nostra immersione nella natura protetta a 360° del Parco dalla valle più occidentale: la Granta Parey, uno dei pochi massicci calcarei esistenti in regione, domina severa la verdeggiante vallata con la sua parete verticale che le ha procurato il nome (Granta Parey in patois= Grande Parete). Saliamo al rifugio Benevolo, appena sotto la Granta, con i sentieri che corrono lungo il torrente e poi a mezza costa risalendo le morene terminali, oppure passando a mezza costa per un sentiero molto panoramico che valica un colle e scende nella conca del rifugio passando per un casotto dei guardiaparco, dove nessuno passa mai. E’ possibile avvistare moltissimi animali: stambecchi, camosci, marmotte, aquile e gipeti oltre, con molta fortuna, al grifone e agli ermellini. Al rientro visitiamo al lariceto secolare di Artalle, dove larici di oltre 700 anni vivono indisturbati e sconosciuti. Rientro in serata in struttura, cena e chiacchiere serali.

Ma 13: La Valsavarenche, il cuore del Paradiso

4h – 10 km – [+/- 100] facile
Una giornata dedicata alla conoscenza del vero volto genuino della vallata completamente contenuta nel Parco: uno scrigno di biodiversità e di Natura straordinario, dove le comunità locali sono ancora profondamente legate al territorio e la cultura. Conosciamo luoghi segreti, che non fanno parte dei percorsi dei turisti, e persone che vivono la montagna 360 giorno l’anno, allevando, coltivando, scolpendo, costruendo.. la montagna è la terra del fare! Ci immergiamo nella vera vita alpina, perché la valle non sia solo una bella cartolina…Visitiamo anche uno dei più bei villaggi di quota dell’intera cerchia alpina: Tignet. Verso sera raggiungiamo il rifugio che ci ospita per una notte oltre i 2000 metri.
Passeggiata notturna nei dintorni del rifugio, per scoprire la vera notte buia e gli animali che la abitano.

Me 14: Valsavarenche, ai piedi del Gran Paradiso

8h – 12 km  [+/- 600] impegnativo
Una giornata dedicata alla montagna vera: la salita all’alpeggio delle Meyes, di fronte alla vetta del Gran Paradiso, alla Croce dell’Arolley e al meraviglioso vallone del Nivolet, dove il torrente ha creato un altopiano unico sulle Alpi occidentali, con i suoi meandri che serpeggiano nel verde accesso dei prati fioriti che riempie altopiano tra le rocce aguzze dei versanti. Camosci, stambecchi e marmotte sono facilmente avvistabili, come l’aquila e il grandissimo gipeto, avvoltoio di oltre tre metri di apertura alare, che ormai da numerosi anni ha ricominciato a nidificare naturalmente in queste valli. Questa è anche la valle del lupo, dove 10 anni fa è ricomparso spontaneamente arrivando dalla Svizzera; il primo branco purtroppo ha avuto vita breve ma ora un’altra coppia ha creato un branco e, con un po’ di fortuna, potremo avvistare le tracce lasciate sul territorio da questi splendidi e importantissimi animali.

Gio 15: Cogne, tra cascate e fiori alpini

6h – 15 km – [+/- 100] facile
La vallata più conosciuta del Gran Paradiso, una meravigliosa balconata sulla testata dell’unico 4000 interamente italiano. Percorriamo sentieri non segnati sulle carte turistiche per raggiungere i luoghi più belli, dalla Valnontey ricca di stambecchi, camosci e marmotte a quote molto basse, al giro delle cascate di Lillaz e del Bosco Incantato, per conoscere i segreti delle acque e dei ghiacciai. Una visita al Giardino botanico Paradisia, ci rivela i segreti delle piante di altissima quota, coltivate per noi in questo splendido orto tra i prati.

Ve 16: Il Monte Bianco, il Gigante delle Alpi

Ci spostiamo di cielo in cielo: dai cieli blu cobalto del Parco a toccare il cielo con un dito in cima al Bianco. La salita con la nuovissima SkyWay, la Via del Cielo, ci permetterà di raggiungere quota 3466 metri senza alcuna fatica fisica ma… con un’esperienza di viaggio indimenticabile, in grado di coinvolgere tutti i sensi, elevandoli verso l’alto! A Punta Helbronner ci aspetta la mostra di cristalli più alta del mondo e la terrazza panoramica a 360° sulle vette delle Alpi. A metà “strada” il Giardino Saussurea ci permette di scoprire quali piante riescono a vivere a quote così elevate e di nuovo abbiamo la possibilità di osservare con facilità animali selvatici in libertà assoluta. Nel pomeriggio, visita libera a Courmayeur oppure, facoltativa, una meravigliosa coccola calda alle Terme di Prè ( Prè Saint Didier), le antiche terme romane, sotto il candore dei ghiacciai della testata del Bianco.

Sa 17: Sarre ed Aosta, dai Savoia agli antichi Romani tra le vette

4h – 6 km – facile
Lasciando Saint Pierre, passiamo a far visita al Castello di Sarre, uno dei numerosi castelli della Valle d’Aosta, residenza estiva della famiglia Savoia durante le Cacce Reali del Roi chasseur, Vittorio Emanule II, che si svolgevano in Valsavarenche. Grazie a Vittorio Emanuele II lo stambecco si è salvato dall’estinzione…ma questa è una storia che vi racconterò li, sotto centinaia di trofei di stambecco che ornano, come una decorazione murale, la stanza della caccia del castello! Ci spostiamo ad Aosta, l’Augusta Praetoria Salassorum, voluta dall’imperatore Augusto a guardia dei passi del Piccolo e Gran San Bernardo e fondata nel 25 a.C., dopo la sconfitta della tribù locale gallo-celtica dei Salassi. Visitiamo la città come se fossimo ancora ai tempi dell’arrivo dei Romani: uno sguardo inconsueto alla Piccola Roma delle Alpi.
Termine verso le ore 17. Saluti e partenza

info e prenotazioni

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